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‘Volatili’ cosmici nel mirino di Hubble

Messier 11 (Credits: NASA)

Si trova ad oltre 6mila anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione meridionale dello Scudo, e le sue stelle più luminose formano una ‘V’ che sembra ricordare uno stormo di anatre in volo: la sfavillante protagonista del nuovo scatto di Hubble è una parte dell’ammasso stellare aperto Messier 11, noto anche con il nickname di ‘Cluster dell’Anatra Selvatica’. L’ammasso è stato scoperto nel 1681 dall’astronomo tedesco Gottfried Kirch e nel 1764 è stato inserito dal suo collega francese Charles Messier nel repertorio “Catalogues des nébuleuses et des amas d’étoiles”.

Tra i cluster sinora conosciuti, Messier 11 è uno tra i più ricchi e compatti e, studiando la sua sequenza principale di stelle (particolarmente brillanti e calde), gli astronomi hanno dedotto che la sua formazione possa risalire a circa 220 milioni di anni fa. I cluster aperti contengono, tendenzialmente, meno stelle ‘adolescenti’ rispetto ai loro ‘colleghi’ classificati come globulari: Messier 11 non fa eccezione, dato che solo il suo ‘cuore’ ospita un gruppo di astri blu, i più giovani e bollenti tra le poche migliaia dei suoi ‘residenti stellari’.

La durata media della vita di un ammasso aperto, in termini astronomici, è in genere inferiore a quella di uno globulare: infatti, le stelle appartenenti ai cluster aperti tendono a distribuirsi in maniera sparpagliata e non sono strettamente vincolate dalla forza di gravità, caratteristica che le rende vulnerabili alle influenze esterne. Questo fenomeno interessa anche il ‘Cluster dell’Anatra Selvatica’: secondo gli studiosi, Messier 11 sarà probabilmente destinato a subire la forza gravitazionale di oggetti celesti limitrofi e si disperderà nell’arco di qualche milione di anni. Lo storico telescopio Nasa-Esa, che ha dedicato uno specifico album agli oggetti del catalogo Messier, ha realizzato l’immagine con la fotocamera Wfc3 (Wide Field Camera 3) nell’infrarosso e nell’ottico.

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