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Un ‘eremita’ nel Deserto Nettuniano

Elaborazione artistica dell'esopianeta (Credits: University of Warwick/Mark Garlick)

Si aggira per una landa spaziale desolata, ha dimensioni intermedie tra quelle di Nettuno e della Terra e, dato che si trova in una regione dalle condizioni decisamente ostili, è stato soprannominato dagli astronomi il ‘Pianeta proibito’, nickname che rimanda ad un classico della cinematografia di fantascienza. Il solitario oggetto celeste è Ngts-4b, un esopianeta appartenente alla categoria dei Sub-nettuniani, individuato da un team internazionale di astronomi, coordinato dall’Università di Warwick. La scoperta è avvenuta tramite la Ngts (Next Generation Transit Survey), una struttura dedicata all’osservazione degli esopianeti con il metodo del transito, che si trova in Cile presso l’Osservatorio Paranal dell’Eso. I risultati dell’indagine, che si è basata sui dati di oltre 190mila immagini raccolte tra agosto 2016 e maggio 2017, sono stati pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (articolo: “Ngts-4b: A sub-Neptune transiting in the desert”).

Ngts-4b, il 20% più piccolo di Nettuno ma circa 3 volte più grande della Terra, ha una sua atmosfera ed è stato ‘pescato’ in una zona definita ‘Deserto Nettuniano’: con questo appellativo gli astronomi indicano una regione, particolarmente vicina alle stelle, in cui non sono stati trovati in precedenza corpi celesti simili a Nettuno. Quest’area, infatti, riceve un’intensa radiazione stellare, che non permette ai pianeti di trattenere la loro atmosfera tanto che essi finiscono per ridursi ad un mero nucleo roccioso. Gli astronomi, quindi, sono rimasti stupiti nell’individuare la presenza di Ngts-4b, che è il primo corpo celeste di questo genere a resistere alle condizioni sfavorevoli del Deserto Nettuniano. (in alto, un’elaborazione artistica – credits: University of Warwick/Mark Garlick). L’esopianeta, che ha una temperatura di 1000 gradi ed orbita intorno alla sua stella in poco più di un giorno, è stato osservato grazie alla particolare sensibilità della struttura Ngts, che riesce a cogliere le diminuzioni della luce stellare anche dello 0,2%.

Due sono le ipotesi degli studiosi per spiegare l’attuale collocazione dell’esopianeta: si potrebbe essere spostato nel Deserto Nettuniano in tempi recenti dal punto di vista astronomico (nell’ultimo milione di anni), oppure potrebbe trattarsi di un corpo celeste originariamente più grande, la cui atmosfera si sta consumando a causa della radiazione stellare. Gli autori dello studio intendono proseguire l’esplorazione del Deserto Nettuniano per verificare se Ngts-4b possa avere compagnia o meno e per tracciare un identikit più preciso di questa zona, delineandone i confini e i parametri. Ulteriori ricerche in quest’ambito saranno utili per aggiornare i modelli relativi alla formazione e all’evoluzione planetaria e per comprendere i meccanismi sottesi alla distribuzione dei pianeti.

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