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Eurybates si fa in due per Lucy

Crediti: NASA

Si arricchisce di un nuovo tassello l’elenco delle visite in programma per Lucy, la missione Nasa ideata per studiare gli asteroidi troiani: uno degli oggetti celesti in lista, infatti, ha un piccolo satellite naturale. La scoperta, che offre al team di Lucy un’ulteriore opportunità di ricerca, si deve ad alcune immagini realizzate dal telescopio Hubble (con la fotocamera Wfc3) tra settembre 2018 e l’inizio di quest’anno.

La missione, che avrà inizio ad ottobre 2021, sarà la prima dedicata allo studio di questi particolari corpi celesti: i troiani condividono la stessa orbita di un pianeta, ma senza il rischio di impatti perché orbitano intorno agli stabili punti lagrangiani L4 e L5. I pianeti per i quali sono noti questi compagni di viaggio sono Giove, Marte e Nettuno; in tempi recenti anche la Terra si è aggiunta a questo gruppo, dato che dieci anni fa è stato scoperto 2010 TK7, l’unico troiano la accompagna.

Gli asteroidi cui Lucy farà visita sono tutti associati a Giove, tranne uno che fa parte della Fascia principale. Fino alla scoperta di Hubble i corpi celesti oggetto della missione erano sette: Eurybates, Polymele, Leucos e Orus nell’area del punto L4, il binario Patroclus-Menoetius nella zona del punto L5 e infine Donaldjohnson nella Fascia principale. Ad essi si aggiunge, come una sorta di ‘bonus’, il piccolo satellite di Eurybates. Le prime osservazioni mirate a scoprire se tale asteroide potesse riservare qualche sorpresa risalgono al settembre 2018, ma solo dopo due mesi è stato individuato qualcosa d’interessante nei dati di Hubble. Secondo gli studiosi, il satellite di Eurybates dovrebbe essere veramente minuscolo: oltre 6mila volte più debole del suo compagno e con un diametro inferiore ad 1 chilometro.

Nello scorso mese di dicembre e ai primi di gennaio sono state effettuate altre osservazioni per confermare quanto rilevato in quelle precedenti, ma il piccolo oggetto ha dato pochi segni di sé; il team di Lucy ha quindi programmato con i colleghi che gestiscono la fitta agenda di Hubble ulteriori indagini, che potranno essere effettuate solo da giugno in poi a causa delle orbite della Terra e di Eurybates. Nel mentre, gli scienziati sistemeranno la ‘tabella di marcia’ di Lucy in modo da poter includere una visita pure al nuovo oggetto celeste, che è considerato molto interessante perché sono pochi i troiani dotati di un satellite. Tra l’altro Eurybates, scoperto nel 1973, è il più grande nell’unica famiglia di troiani per cui è stata confermata l’origine collisionale (sono circa 100 elementi che dovrebbero derivare dalla stessa collisione).

Lucy svolgerà il suo ciclo di ‘visite’ tra il 2025 e il 2033: il primo fly-by sarà con Donaldjohnson, poi con gli asteroidi del punto L4 (nel 2027-28) e infine con quello binario del punto L5. La missione, che fa parte del programma Discovery della Nasa, deve il suo nome all’ominide Lucy i cui resti furono rinvenuti in Etiopia nel 1974; il legame tematico tra questa scoperta e la missione, che permetterà alla comunità scientifica di studiare dei fossili risalenti agli albori del Sistema Solare, è evidente anche nella scelta di uno degli asteroidi da visitare, battezzato nel 2015 con il nome di uno degli antropologi scopritori dell’ominide, l’americano Donald Johnson.

Il percorso della sonda Lucy, evidenziato in verde (Crediti: Southwest Research Institute) 

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