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L’aria che tira sulla nana bruna

Nane brune beat

Rappresentazione artistica di una nana bruna (Credits: Nasa/jpl con lievi modifiche di J. Gagné-Carnegie)

Misurare la velocità del vento di una nana bruna combinando osservazioni radio dal Very Large Array e osservazioni infrarosse dal telescopio spaziale Spitzer.‎ Lo ha fatto un team di scienziati guidato da Katelyn Allers della Bucknell University impiegando il raggruppamento di radiotelescopi di Socorro, in Nuovo Messico, della National Science Foundation, e il telescopio spaziale Spitzer della Nasa. Gli astronomi hanno ottenuto la prima misurazione della velocità del vento su una nana bruna, un oggetto celeste a metà tra un pianeta e una stella.‎

‎«Quando ci siamo resi conto di questa possibilità, siamo rimasti sorpresi dal fatto che nessun altro l’avesse già fatto», ha dichiarato Allers.‎ Sulla base di dati noti di Giove e Saturno, gli astronomi hanno studiato la nana bruna 2MASS J10475385-2124234, a circa 34 anni luce dalla Terra, grande come Giove, ma circa 40 volte più massiccia. «Abbiamo notato che il periodo di rotazione di Giove determinato dalle osservazioni radio è diverso dal periodo di rotazione indicato dalle osservazioni a lunghezze d’onda visibili e infrarosse», ha detto Allers.‎ Questo accade perché l’emissione radio è causata dagli elettroni che interagiscono con il campo magnetico del pianeta, radicato in profondità, mentre l’emissione infrarossa proviene dalla parte superiore dell’atmosfera. Su Giove l’atmosfera sta ruotando più rapidamente rispetto all’interno del pianeta e la differenza di velocità è dovuta ai venti atmosferici.‎

Applicando a 2MASS J10475385-2124234 la stessa tecnica di misurazione, gli astronomi hanno scoperto che l’atmosfera della nana bruna ruota più velocemente del suo interno, con una velocità del vento calcolata di circa 1425 miglia all’ora, ben più rapida del vento di Giove, che supera le 230 miglia all’ora. Secondo la Allers, le rilevazioni coincidono con la teoria e le simulazioni che prevedono venti a velocità più elevate nelle nane brune. L’importanza di questa tecnica è data dal fatto che può essere utilizzata per misurare i venti non solo su altre nane brune, ma anche su pianeti extrasolari. «Siamo entusiasti che il nostro metodo possa aiutarci a comprendere meglio le dinamiche atmosferiche delle nane brune e dei pianeti extrasolari», ha concluso Allers.‎

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