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Una pulsar velocista e prepotente

Compie piroette a velocità incredibili, facendone subire le conseguenze alla sua vicina, ed è la prima nel suo genere ad essere scovata nell’ammasso globulare Messier 92 (M92, in alto in una foto di Hubble): si tratta di una pulsar, ovvero il resto compatto di una stella estinta, che ruota intorno al proprio asse ad altissime velocità ed emette periodicamente fasci di onde radio. A stanarla – il 9 ottobre 2017 – è stato il radiotelescopio Fast (Five-hundred-meter Aperture Spherical radio Telescope), situato nel sudovest della Cina; la scoperta, effettuata da un gruppo internazionale di astronomi coordinato dall’Accademia Cinese delle Scienze, è stata illustrata su The Astrophysical Journal Letters (articolo: “The Fast Discovery of an Eclipsing Binary Millisecond Pulsar in the Globular Cluster M92 – Ngc 6341”).

La pulsar, denominata Psr J1717+4308A o più semplicemente M92A, fa parte di un sistema binario insieme ad una stella con una massa non tanto elevata (0,18 volte quella del Sole); la coppia si trova appunto nel cluster M92, situato nella costellazione di Ercole, ad una distanza dalla Terra di circa 27mila anni luce. M92A percorre il suo vorticoso girotondo intorno alla sua compagna mignon con un periodo di pulsazione di 3,16 millisecondi e il rapporto tra le due entità davvero non si può definire ‘idilliaco’: infatti, le radiazioni emesse dalla pulsar percuotono la malcapitata vicina, creando una nube di materiale ionizzato che la circonda e provoca delle variazioni nelle fasi di eclissi di M92A. In pratica, la pulsar tende ad accrescere la sua massa a danno della compagna ed è stata definita di tipo ‘red back’ perché il suo comportamento ricorda quello dell’insidioso ragno dalla schiena rossa.

Secondo gli studiosi, la scoperta conferma le potenzialità del radiotelescopio Fast per studiare la popolazione delle pulsar nei cluster globulari, la cui grande distanza richiede strumenti di particolare sensibilità. Fast, attivato a settembre 2016, è al momento il radiotelescopio più grande e sensibile al mondo e ha superato anche quello di Arecibo in Porto Rico.

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