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Protezione planetaria, Nasa in prima linea

Proteggere la Luna e Marte mentre i programmi di volo spaziale umano compiono passi avanti è una delle priorità della Nasa. L’agenzia ha rilasciato le  Interim Directives (Nid), direttive provvisorie, sui requisiti che le missioni umane e robotiche dovranno rispettare per proteggere i delicati ambienti lunari e marziani. Nel dettaglio le direttive sono state emanate per far sì che nessuna contaminazione biologica possa interferire con le analisi scientifiche e per impedire che sostanze potenzialmente pericolose possano essere portate sulla Terra.

Le direttive sono state appositamente create pensando agli interessi di tre specifiche comunità spaziali: quella scientifica, quella dell’esplorazione umana e quella commerciale. «È importante –  ha spiegato Jim Bridenstine amministratore della Nasa – che le missioni future si lascino alle spalle un ambiente incontaminato. Dobbiamo assicurarci di catalogare ogni tipo di sostanza biologica ed organica che potrebbe lasciare tracce sulla Luna o su Marte e che potrebbe essere problematica per le ricerche future».

La Nasa ha fatto dell’esplorazione sostenibile il suo slogan in vista della missione Artemis che dovrebbe riportare astronauti sul suolo lunare nel 2024. In particolare sarà cruciale preservare le aree lunari in ombra che si ritiene possano ospitare ghiaccio d’acqua, una risorsa fondamentale per stabilire colonie umane. Le direttive dedicate alla Luna comprendono due categorie in base alle aree di interesse. La categoria uno comprende le misure di protezione planetaria meno restrittive mentre la due, racchiude i poli nord e sud che necessitano di maggiori accortezze.

Per quanto riguarda Marte il discorso è più complesso dato che ad oggi sono molti gli interrogativi sul suo passato. Per questo motivo la Nasa non ha ancora stilato delle categorie di protezione planetaria precise. «Le direttive Nid  – conclude Bridenstine – sono temporanee poiché soggette alle scoperte che potremmo fare nei prossimi anni e non sono né politiche né vincolanti. C’è ampio spazio per le modifiche da fare lungo il percorso».

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