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La possibilità della vita nel sottosuolo marziano

È possibile la vita sotto la superficie di Marte? Questa la domanda che si è posto l’astrofisico Dimitra Atri, della New York Univeristy Abu Dhabi, in uno studio appena pubblicato su Scientific Reports. Dalla ricerca emerge che, sebbene non sia stata rilevata alcun segno di vita sulla superficie marziana, è possibile che questa possa invece essere supportata grazie alle condizioni del sottosuolo e grazie ai raggi cosmici che penetrano nel terreno.

Secondo Atri la futura missione ExoMars 2022 dell’Agenzia spaziale europea e di Roscosmos potrà fornire importanti informazioni sulla questione. Il rover Rosalind Franklin, che verrà lanciato nell’ambito della missione, sarà infatti dotato di un trapano che potrà scavare nel sottosuolo marziano fino a due metri di profondità, per investigarne la composizione e raccogliere campioni. 

Il sottosuolo marziano è meno duro della superficie e al suo interno ci sono tracce di ghiaccio e piccoli depositi di acqua salata. L’astrofisico ipotizza che i raggi cosmici, penetrando diversi metri sotto la superficie, potrebbero fornire l’energia necessaria per supportare un’attività organica e quindi la vita.

La ricerca, analizzando modelli e dati delle passate missioni spaziali e utilizzando studi sugli ecosistemi nelle profonde caverne della Terra, propone dei meccanismi attraverso i quali la vita sarebbe sopravvissuta alle dure condizioni moderne e potrebbe essere rilevata grazie a ExoMars 2022. 

Il lancio di ExoMars 2022 è attualmente previsto per settembre 2022. La missione vede un importante ruolo dell’Italia che attraverso l’Asi, è il primo investitore del progetto. Rilevante il contributo dell’industria italiana che con Thales Alenia Space ha responsabilità della realizzazione del rover. Il trapano in dotazione al veicolo, che verrà utilizzato per investigare il sottosuolo marziano, porta anch’esso la firma italiana con Leonardo. Un fondamentale contributo si deve ad Altec, di proprietà di Asi e Thales Alenia Space Italia, che ha la responsabilità di progettare, realizzare ed operare il centro di controllo del rover.

Immagine in apertura: Nyu Abu Dhabi

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