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Caccia alla vita su Titano

La vita su Titano è possibile?  Un recente studio, pubblicato su Astronomy and Astrophysics, ha rivelato che all’interno dei crateri da impatto presenti  sulla luna di Saturno,  sembra celarsi uno strato di ghiaccio d’acqua relativamente fresca.

Titano è l’unico corpo planetario nel nostro Sistema Solare oltre alla Terra in cui è nota la presenza permanente di liquidi sulla superficie. È un mondo geologicamente attivo, in cui idrocarburi come metano ed etano assumono lo stesso ruolo che l’acqua ha sulla Terra.

Su Titano i processi atmosferici seppelliscono il ghiaccio sotto uno strato di materiale organico simile alla sabbia. Nelle aride regioni equatoriali la sabbia si accumula, ma a latitudini più alte e più umide, le correnti superficiali erodono la superficie. È difficile valutare cosa si nasconde sotto l’atmosfera nebbiosa della luna di Saturno ma grazie alle immagini scattate dalla sonda NASA-ESA-ASI Cassini è stato possibile scoprire la presenza di piogge di metano ed etano che bagnano la sua superficie e riempiono laghi profondi, e infine il recente strato di ghiaccio d’acqua.

Ora, i dati raccolti da Cassini, combinati con tecnologie avanzate di imaging, potrebbero rivelarsi utili per scoprire antichi ecosistemi congelati sul fondo dei crateri, che saranno luogo di indagine durante la futura missione Dragonfly della Nasa, che prevede l’invio un drone sulla superficie di Titano nel 2027.

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