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Interazioni stellari nel mirino di Hubble

Si presenta con un aspetto tondeggiante e piuttosto regolare che spicca sullo sfondo scuro dello spazio con le sue tinte delicate: è Eso 455-10, una nebulosa planetaria situata nella costellazione dello Scorpione, recentemente immortalata da Hubble.

Lo storico telescopio ha realizzato lo scatto con la fotocamera Wfc3 (Wide Field Camera 3), impiegando diversi filtri per cogliere le varie lunghezze d’onda; il ritratto finale, infatti, è frutto di un collage di immagini nell’ottico e nel vicino infrarosso.

Le nebulose planetarie sono un tipo di nebulosa ad emissione e sono costituite da un guscio di gas in espansione, emesso da una stella giunta al termine della sua esistenza. Il diametro di tali oggetti celesti non supera un anno luce e l’astro da cui traggono origine ha una massa intermedia, compresa tra uno e otto volte quella del Sole. Nella Via Lattea sono presenti circa 20mila nebulose planetarie; la maggior parte di esse si trova verso il piano del disco galattico, ma ve ne sono alcune anche nell’alone e nel rigonfiamento.

Nel caso di Eso 455-10, gli strati del guscio non solo le conferiscono il suo particolare aspetto, ma offrono anche agli scienziati informazioni sul suo stato. Nella foto, infatti, verso nord, si nota un arco asimmetrico e soffuso, indicativo delle interazioni in corso tra la nebulosa e il mezzo interstellare, ovvero il materiale rarefatto che si trova tra galassie e sistemi stellari. L’astro al centro di Eso 455-10 ha permesso ad Hubble di cogliere l’interazione che coinvolge la sua luce, il gas e le polveri della nebulosa e il mezzo interstellare.

Gli astronomi ritengono che le nebulose planetarie rivestano un ruolo di primaria importanza nell’arricchimento delle galassie, dato che distribuiscono i loro elementi – soprattutto i metalli pesanti prodotti nel cuore delle stelle – nel mezzo interstellare; questo processo, nel corso del tempo, darà il via a nuove generazioni di astri.

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