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Un fenomeno effimero per Hubble

Hanno un aspetto armonioso, ma sono destinati ad avere una vita breve – in termini di tempo astronomico – che li vedrà dissolversi in poche decine di migliaia di anni: si tratta dei protagonisti del nuovo scatto di Hubble, che questa volta ha immortalato due entità definite ‘oggetti di Herbg-Haro’.

Gli oggetti in questione, classificati con le sigle HH46 e HH47, si trovano nella costellazione meridionale delle Vele, ad una distanza dalla Terra di circa 1400 anni luce. Questi soggetti si presentano come macchie brillanti di nebulosità nei pressi di astri sbocciati da poco e sono appunto fenomeni transitori: si allontanano dalla stella che li ha creati ad una velocità che oltrepassa i 200mila chilometri all’ora e poi svaniranno nel nulla.

Pur mostrandosi con una certa varietà di forme, gli oggetti HH seguono uno schema-base che è simile per tutti: getti gemelli di gas, che vengono emessi in direzioni opposte da un astro in fase di formazione.

Il primo ad osservare questo tipo di oggetti fu l’astronomo americano Sherburne Wesley Burnham verso la fine del XIX secolo, ma bisognerà attendere i primi anni ’50 del ‘900 per avere un quadro più dettagliato del fenomeno: a studiarlo a fondo furono lo statunitense George Herbig e il messicano Guillermo Haro, dai quali questi oggetti hanno poi tratto il nome.

L’immagine in alto è stata realizzata con un collage di singole foto scattate, nel visibile e nell’infrarosso, dalla fotocamera Wfc3 (Wide Field Camera 3) e si basa su dati ottenuti da 6 filtri differenti.

Hubble, che nel 2020 ha raggiunto il brillante traguardo di 30 anni di attività, è stato lanciato il 24 aprile 1990 con lo Shuttle Discovery (missione STS-31) e due giorni dopo è stato liberato nel cosmo dal braccio robotico della navetta. Il telescopio Nasa-Esa, protagonista di tante scoperte e amatissimo dal grande pubblico degli appassionati, tra qualche mese dovrebbe andare ‘in pensione’ e lasciare il testimone al telescopio Webb, il cui lancio è previsto nell’autunno 2021.

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