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Un’esplosione ‘scenografica’

Un ‘cuore’ luminoso circondato da fitti veli che formano strutture intricate: così, allo sguardo del telescopio Wise della Nasa, si è presentato Cassiopeia A (Cas A), un resto di supernova situato nella costellazione di Cassiopea.

L’esplosione che lo ha originato risale a oltre 11mila anni fa, quando una massiccia stella supergigante è giunta all’epilogo della sua esistenza. Il suo nucleo è collassato, dando luogo ad una densa stella di neutroni, mentre i suoi strati esterni sono stati scagliati lontano con un intenso rilascio di energia.

La luce di questa supernova è riuscita a raggiungere la Terra verso il 1667, ma nelle cronache dell’epoca non sono rimaste tracce di nessuna osservazione. Probabilmente, la grande quantità di polveri che si è interposta tra la stella morente e la Terra ha impedito di vedere l’intenso scintillio sprigionato dal drammatico evento.

Cas A è stato scoperto nel 1947, grazie alla sua vigorosa emissione radio che lo rende una delle sorgenti radio più luminose dell’intero cielo. In tempi più recenti, Wise ha individuato gli echi dell’esplosione luminosa, che stanno producendo increspature rivolte verso l’esterno rispetto alla supernova.

Nella foto, al centro, la nube luminosa di polveri è l’onda d’urto, colta nell’atto di muoversi attraverso lo spazio interstellare e surriscaldare i granelli che incontra sul suo cammino. Il flusso viaggia rapidamente, a circa il 6% della velocità della luce; quando Wise ha scattato la foto esso aveva raggiunto un’espansione tale da portarlo a circa 21 anni luce di distanza dall’esplosione originaria.

L’immagine è stata realizzata in colori falsati per evidenziare le differenti lunghezze d’onda della luce infrarossa, invisibile all’occhio umano.

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