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Roman, il cacciatore di esopianeti e buchi neri

Una finestra senza precedenti sull’universo a infrarossi. E’ l’obiettivo del Nancy Grace Roman Space Telescope della Nasa, futuro erede dei telescopi Hubble e Webb, che sarà lanciato nel corso di questo decennio. L’obiettivo primario della missione sarà scovare migliaia di nuovi pianeti oltre il nostro Sistema Solare. In aggiunta, Roman aiuterà gli astronomi ad individuare i piccoli buchi neri solitari di massa stellare, che si formano quando una stella con più di 20 masse solari esaurisce il combustibile nucleare al suo interno e collassa sotto il suo stesso peso.

Roman utilizzerà principalmente una tecnica chiamata microlensing gravitazionale per scoprire gli esopianeti. Nel dettaglio, osserverà come la loro gravità distorce la luce stellare lontana e – poiché i buchi neri di massa stellare producono gli stessi effetti – il telescopio dovrebbe essere in grado di trovarli. I segnali di microlensing sono così rari che gli astronomi devono monitorare centinaia di milioni di stelle per lunghi periodi per poterli catturare. Gli osservatori dedicati a questo settore di studio devono essere in grado di tracciare la posizione e la luminosità della stella di fondo in modo estremamente preciso, un’operazione che può essere eseguita solo al di sopra dell’atmosfera terrestre. I sofisticati strumenti a bordo e l’enorme campo visivo a disposizione permetteranno al telescopio di fornire una panoramica dettagliata e unica della popolazione dei buchi neri della nostra galassia.

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