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La lunga strada verso la neutralità climatica

Esattamente un anno fa, con le strade di mezza Europa deserte, lo sguardo dall’alto dei satelliti ci mostrava i primi ‘effetti collaterali’ dei lockdown per contenere la pandemia da Covid-19.  Una riduzione dell’inquinamento su tutto il vecchio continente, ma anche su Cina, Stati Uniti e India.  Mentre la natura si riprendeva i suoi spazi, le sentinelle europee di Copernicus rivelavano in media un crollo di circa il 40% della concentrazione di diossido di azoto, uno dei gas inquinanti più dannosi per la salute. Oggi però anche quell’unico effetto benefico sembra essere svanito: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, nel 2021 le emissioni aumenteranno di 1,5 miliardi di tonnellate.

Un allarme preso molto sul serio da Biden, che al contrario del predecessore Trump ha rimesso l’emergenza climatica in cima all’agenda della Casa Bianca. È previsto per domani 22 aprile, nella Giornata della Terra, il summit virtuale sul clima cui sono invitati 40 leader mondiali. A sorpresa parteciperà anche il presidente cinese Xi Jinping, nonostante le tensioni Stati Uniti – Cina.

E intanto anche l’Europa si muove verso la nuova legge sul clima. È di oggi l’accordo preliminare del Parlamento europeo, che punta a ridurre le emissioni di anidride carbonica almeno del 55% entro il 2030. Con l’obiettivo a lungo termine di raggiungere per il 2050 la cosiddetta neutralità climatica: emettere solo la quantità di CO2 che siamo in grado di assorbire.

Energie rinnovabili, risparmio energetico, trasporti più puliti e agricoltura sostenibile sono secondo l’Europa i principali pilastri su cui investire per rendere questo traguardo possibile. A dirci se siamo sulla strada giusta saranno ancora una volta i satelliti: il monitoraggio satellitare di Nasa, Esa e Jaxa si è già unito lo scorso anno nella prima piattaforma interattiva volta a monitorare proprio i cambiamenti climatici. L’Italia ha scommesso sulla transizione ecologica per il proprio sviluppo e i satelliti per l’osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Italiana, siano quelli radar della costellazione Cosmo – SkyMed che iperspettrali come Prisma, saranno fondamentali nei prossimi mesi e anni per tenere d’occhio dall’alto lo stato di salute del nostro pianeta.

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