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Una raccolta di ‘mirabilia’ astronomiche

Si trova ad una distanza di circa 4,5 milioni di anni luce dalla Terra, ai confini più esterni del Gruppo Locale (l’insieme di galassie di cui fa parte la Via Lattea), ed è la protagonista di un ritratto corale che riunisce svariate tipologie di oggetti celesti: è la galassia nana Sestante B, immortalata dal telescopio Nicholas U. Mayall presso il Kitt Peak National Observatory (Arizona).

L’immagine inquadra una porzione di spazio che si mostra come una sorta di Wunderkammer in versione astronomica: sono presenti galassie distanti sullo sfondo, stelle luminose in primo piano e la nana Sestante B, che contemporaneamente contiene stelle neonate e i resti di quelle arrivate al ‘capolinea’.

Nello specifico, le chiazze rosse che spiccano al centro della foto, in primo piano, sono nubi di idrogeno in cui si stanno formando nuove stelle. Gli intensi venti che provengono da questi astri neonati, unitamente all’energia delle supernove, finiranno per spazzare via le nubi di idrogeno, lasciandosi alle spalle ammassi stellari coetanei e dotati delle medesime proprietà.

Da un estremo all’altro, Sestante B ospita anche quello che resta di stelle giunte al finale. La galassia nana, infatti, è nota per ospitare alcune nebulose planetarie. Queste realtà, non visibili però nella foto, derivano dagli strati più esterni delle stelle giganti rosse, da esse espulsi nello spazio, una volta divenute anziane. Sono cinque le nebulose individuate in Sestante B, una delle galassie più piccole, tra quelle conosciute, ad ospitare questo tipo di oggetto celeste.

Lo sfondo dell’immagine è punteggiato di galassie lontane, che si riconoscono per il loro aspetto vagamente indistinto e le forme irregolari; in primo piano, invece, brilla una serie di stelle ‘vicine’, appartenenti alla Via Lattea. Alcune di esse presentano evidenti picchi di diffrazione, ovvero le linee incrociate formate dalla luce che interagisce con la struttura del telescopio.

Il Kitt Peak National Observatory fa parte dei programmi scientifici del NoirLab (National Optical-Infrared Astronomy Research Laboratory), uno dei più importanti centri americani dedicati a studi astronomici – con strutture di terra – nell’ottico e nell’infrarosso.

Crediti foto: Kpno/NoirLab/Nsf/Aura

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