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Addensamenti nel cielo di Marte

Sono un fenomeno raro su Marte, considerata l’atmosfera secca e sottile, e in genere si presentano al suo equatore nel periodo più freddo dell’anno, quando il pianeta si trova maggiormente lontano dal Sole: sono le nuvole marziane, che Curiosity, rover della Nasa al lavoro dal 2012, ha fotografo nelle loro varie tipologie.

Le immagini realizzate dal quasi decennale esploratore hanno suscitato numerosi interrogativi nel team della missione, dato che un anno marziano fa (pari a due anni terrestri) le nubi si sono manifestate prima del consueto e si sono anche formate ad una maggiore altitudine.

I tecnici, preparatisi a tenere sotto controllo queste nuvole ‘precoci’, nell’anno corrente sono stati in grado di documentarle sin dal primo momento in cui esse hanno fatto capolino, alla fine di gennaio. Al di là del loro aspetto suggestivo, specie quando hanno creato giochi di luce al tramonto del Sole, questi fenomeni atmosferici sono stati monitorati per comprendere al meglio meccanismi e tempistiche della loro formazione.

La maggior parte delle nubi marziane, infatti, si colloca generalmente a non più di 60 chilometri di altitudine ed è costituita da ghiaccio d’acqua; le coltri fotografate da Curiosity, invece, si trovano ad una quota più elevata e fredda e dovrebbero probabilmente essere costituite da anidride carbonica ghiacciata o da ghiaccio secco. Allo stato attuale, gli scienziati non hanno ancora potuto distinguere le due tipologie di nubi in base alla composizione; le foto del rover, quindi, richiedono esami più approfonditi.

Le strutture sottili e ondulate delle nuvole marziane sono visibili con maggiore facilità nelle foto che Curiosity ha realizzato in bianco e nero con le fotocamere di navigazione, mentre la loro lucentezza, dovuta ai cristalli di ghiaccio e all’effetto del tramonto, è evidente nelle immagini a colori prodotte dallo strumento MastCam. Queste nubi crepuscolari, chiamate anche ‘nottilucenti’, diventano più luminose man mano che si arricchiscono di cristalli e poi assumono un aspetto più scuro quando il Sole cambia posizione e scende al di sotto della loro altitudine. Il team della missione intende utilizzare questo dato per determinare l’effettiva altezza delle nuvole.

Ancor più suggestive sono le nubi madreperlacee che Curiosity ha fotografato il 5 marzo 2021: il loro aspetto leggiadro, che ricorda quello dei cirri terrestri, è dovuto al fatto che le loro particelle hanno pressoché tutte le stesse dimensioni. Questo avviene, di solito, subito dopo che le nuvole si sono formate e sono cresciute tutte alla stessa velocità.

Curiosity, lanciato il 26 novembre 2011, fa parte del programma Nasa’s Mars Science Laboratory ed è giunto su Marte il 6 agosto 2012. Da allora, il rover si dedica ad attività esplorative per cercare tracce di condizioni di abitabilità nel passato del Pianeta Rosso.

In alto: le nubi fotografate da Curiosity il 19 marzo 2021, appena dopo il tramonto (Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Msss)

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