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Inspiration4, ecco il turismo spaziale che conquisterà l’orbita

Inizia il countdown per la prima missione spaziale orbitale interamente privata. Tra esattamente 30 giorni, infatti, diventerà realtà Inspiration4, la missione nata dalla lotteria stellare promossa da SpaceX. I 4 membri dell’equipaggio partiranno il 15 settembre dalla storica piattaforma di lancio 39A del Kennedy Space Center della Nasa a bordo di una capsula Crew Dragon, che verrà portata in orbita bassa da un razzo Falcon 9.

E così si chiuderà in bellezza questa bollente estate del turismo spaziale, che ha visto Richard Branson prima e Jeff Bezos poi sperimentare (con i rispettivi compagni di viaggio) l’esperienza di fluttuare a zero G.  Ma se Virgin Galactic e Blue Origin si sono cimentate in una ‘battaglia all’ultimo chilometro’ per varcare il sospirato confine tra la Terra e lo spazio (circa 80 chilometri raggiunti da Branson contro i 100 di Bezos, entrambi per una manciata di minuti), nel caso di SpaceX nessuno solleverà dubbi che si tratti di un viaggio spaziale a tutti gli effetti. La Crew Dragon supererà infatti i 400 chilometri, più o meno la stessa altezza della Iss, e orbiterà intorno al nostro pianeta per 3 giorni.

Diversi anche i modelli di business che hanno reso possibili questi viaggi. Anche se la matrice comune è quella della cosiddetta billionaire space race, la ‘corsa allo spazio per miliardari’ che negli ultimi tempi si è attirata non poca attenzione mediatica, Elon Musk ha aggiunto (com’è spesso sua abitudine) un elemento di assoluta novità. Ovvero quello della lotteria, che con pochi dollari ha permesso potenzialmente a tutti i cittadini statunitensi di vincere una corsa nello spazio.

A finanziare l’intera operazione è stato Jared Isaacman, un altro miliardario visionario che con Musk ha messo in piedi il progetto della lotteria stellare. Isaacman occuperà anche la prima poltrona della Crew Dragon, in qualità di comandante della missione Inspiration4.

Il fortunato vincitore della lotteria si chiama Chris Sembroski, ed è un ingegnere che in realtà non è estraneo al mondo dell’aerospazio: dopo aver prestato servizio nell’aeronautica Usa, è diventato dipendente della Lockheed Martin e ora si appresta a raggiungere l’orbita bassa come secondo membro dell’equipaggio della Crew Dragon.

La terza poltrona della navicella di SpaceX sarà invece occupata da Sian Proctor, professoressa di geologia, comunicatrice della scienza e artista. Anche lei ha vinto il biglietto per lo spazio partecipando a una sorta di lotteria, ma più complessa: Jared Isaacman aveva infatti messo in palio un posto destinato a un imprenditore che avesse sviluppato un negozio utilizzando il sistema di pagamento Shift4Payments, di cui Isaacman è Ceo. Proctor, con il suo Space2Inspire, si è aggiudicata il premio.

Il ricavato di queste due particolari lotterie spaziali, oltre a 100 milioni di dollari donati dallo stesso Isaacman, è stato devoluto all’ospedale pediatrico St. Jude Children’s Research Hospital, struttura nel Tennessee che offre cure gratuite a bambini malati di cancro. E proprio a un dipendente dell’ospedale è stato riservato il quarto e ultimo posto a bordo della Crew Dragon: a ottenerlo è stata Hayley Arcenaux, assistente medico e lei stessa ex paziente del St. Jude. Anni dopo essere sopravvissuta a una grave forma di cancro pediatrico alle ossa, Arcenaux ha iniziato a lavorare presso l’ospedale che l’aveva curata, e adesso si prepara a diventare la prima persona con una protesi ossea a raggiungere lo spazio. Dall’orbita bassa farà anche un collegamento con i piccoli pazienti del St. Jude.

Isaacman, Sembroski, Proctor e Arcenaux si sono sottoposti a un intenso training per affrontare i 3 giorni in orbita. Anche se la comoda Crew Dragon di SpaceX è in gran parte automatica, infatti, l’equipaggio sarà il primo nella storia composto interamente da astronauti non professionisti. E per dirla con le parole di Isaacman in un’intervista rilasciata a Time, che a Inspiration4 ha dedicato la copertina, «è una missione orbitale di più giorni, quindi c’è un sacco di tempo perché qualcosa vada storto». Non resta che sperare che invece tutto si svolga come previsto, testimoniando così l’arrivo del turismo spaziale privato fino all’orbita terrestre.

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