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Il delta del Danubio

Un’immagine che riproduce con colori reali come il Danubio abbia plasmato il territorio nella sua corsa verso il Mar Nero. Con i suoi sedimenti, il secondo corso d’acqua più lungo d’Europa (secondo solo al Volga), ha dato vita a laghi e paludi; dimora di rare specie di animali, sia volatili che acquatiche, il delta del Danubio è dal 1991 parte dei Siti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

La suggestiva foto è stata scattata da Sentinel-2, il satellite ottico ad orbita eliosincrona progettato per l’osservazione multispettrale, sviluppato dall’ESA e lanciato nel 2015 nell’ambito del progetto COPERNICUS. Nato come Global Monitoring for Enviroment and Security da un accordo tra l’ESA e la Commissione Europea, il progetto si occupa di sistemi per l’osservazione globale della Terra attraverso sei tipologie di satelliti. Il particolare compito dei Sentinel-2 è quello di monitorare la vegetazione terrestre e fornire supporto nella gestione di disastri naturali.

In questa immagine che risale ad aprile 2020, l’alta concentrazione di alghe colora di verde smeraldo le lagune di Razim e Sinoe, a sud della foce. Queste si sono formate con i depositi alluvionali del Danubio e con il graduale spostamento verso est delle correnti costiere dovuto all’avanzamento del delta. Più a nord, invece, troviamo la laguna di Sasyk, o Kunduk. Tutelata dalla Convenzione di Ramsar in quanto ricca di biodiversità è molto importante per la migrazione, l’allevamento e la muta di uccelli acquatici. In marrone invece, i vasti canneti tipici di quel periodo dell’anno.

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