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Test superati per l’investigatore dell’oscuro

Test superati con successo per Euclid, il telescopio spaziale di Esa che mapperà le galassie di oltre un terzo della sfera celeste, con l’obiettivo di indagare il lato oscuro del cosmo.

Al Centro Spaziale di Liegi in Belgio, Euclid ha sperimentato le proprie funzioni in condizioni spaziali simulate, ossia nel vuoto a -150 C°. Un passo in avanti verso il lancio previsto entro il 2022.

Come ogni ricetta di successo, anche l’Universo ha i suoi segreti. La materia ordinaria costituisce, infatti, solo il 5% del cosmo, principalmente composto da materia oscura ed energia oscura. Queste componenti misteriose non possono essere rilevate direttamente dai telescopi, tuttavia la loro influenza, dunque presenza, può essere dedotta osservando su larga scala la distribuzione delle galassie nell’Universo. Questo sarà l’obiettivo principale della missione Euclid.

Circa 5 volte quella ordinaria, la materia oscura è infatti ritenuta la fabbrica della gravità del cosmo: incorporata nei modelli computerizzati, si è scoperta avere una forte corrispondenza con la velocità con cui galassie e ammassi galattici sembravano formarsi nell’evoluzione cosmica. L’energia oscura, che costituisce poco meno del 70% del cosmo, agisce invece su scala maggiore ed è ritenuta essere motore dell’espansione accelerata dell’Universo.

Per trovare le tracce del cosmo oscuro, Euclid realizzerà immagini con una precisione senza precedenti per 2 miliardi di galassie fino a una distanza di 10 miliardi di anni luce, circa il 70% della storia cosmica. Un’indagine estesa che permetterà agli astronomi di misurare l’espansione dell’Universo e il tasso di crescita delle strutture cosmiche.

«Euclid realizzerà la mappa tridimensionale della posizione delle galassie – afferma Luca Valenziano, responsabile di Euclid per INAF – da come queste galassie, che sono i traccianti della materia sono aggregate tra di loro, sono distribuite nell’Universo, questo dipende dalle caratteristiche della materia oscura.»

Carica di aspettative, la missione di Euclid vede l’Italia tra i protagonisti assoluti. Vis e Nisp, i due strumenti con il telescopio indagherà il cosmo parallelamente a lunghezze d’onda sia visibili che vicine all’infrarosso, sono stati realizzati con il contributo di INAF e INFN e il coordinamento di ASI. Il prossimo passo sarà l’integrazione con il modulo di servizio per formare la navicella Euclid finale negli spazi di Thales Alenia Space a Torino.

 

Crediti immagine in evidenza: ESA

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