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Attività umane, una minaccia per la sopravvivenza di ecosistemi lacustri

Testimoni super partes, i satelliti confermano che la sopravvivenza degli ecosistemi delle zone umide è a rischio negli ambienti lacustri, dato che presentano temperature elevate delle acque e una produzione di ghiaccio che si forma più tardi e si scioglie prima. Le attività umane ne sono la causa. Un disastro annunciato dal quale dipendono le sorti delle comunità locali per l’approvvigionamento di acqua potabile e la pesca.

Pubblicato su Nature Geoscience, lo studio presenta diversi scenari di processi riscaldamento nel prossimo futuro, con proiezioni fino al 2100.

In uno scenario a basse emissioni, la stima di un riscaldamento medio dei laghi non supererebbe 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali e la durata della copertura glaciale potrebbe essere inferiore ai 14 giorni. In un mondo ad alte emissioni, questi cambiamenti potrebbero portare la temperatura del lago ad aumentare di 4,0°C e ad avere 46 giorni di ghiaccio in meno all’anno.

Lo studio ha preso in esame i cambiamenti su laghi di tutto il mondo, rilevati nel progetto laghi dell’ESA, quando il ruolo del mutamento climatico non era ancora stato dimostrato. Il team ha elaborato un database per simulazioni con modelli di laghi su scala globale. La metodologia utilizzata è quella indicata dal gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici. E’ stata elaborata una serie di simulazioni ambientali e, dopo aver determinato l’impatto storico dei mutamenti, il team ha analizzato vari scenari futuri.

I risultati mostrano che è altamente improbabile che le tendenze delle temperature dei laghi e della copertura di ghiaccio negli ultimi decenni possano essere spiegate esclusivamente dalla variabilità naturale del clima.

Nel confronto su larga scala, i ricercatori hanno trovato chiare somiglianze tra i cambiamenti osservati negli specchi d’acqua e le simulazioni di modelli di laghi in un clima influenzato dalle emissioni di gas serra.

Se l’impatto delle attività umane non dovesse arrestarsi, lo scenario prevede che – per ogni aumento di 1°C della temperatura globale dell’aria – i laghi si riscaldino di 0,9°C e perdano 9,7 giorni di copertura ghiacciata. La rilevazione storica ha fatto emergere differenze significative dell’impatto sui laghi alla fine del secolo e rende evidente l’esigenza di adottare misure adeguate per ridurre gli impatti causati dalle intemperanze del clima. «Se riusciamo a ridurre drasticamente le nostre emissioni nei prossimi decenni, possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze per i laghi di tutto il mondo», afferma Wim Thiery, esperto di clima della Vrije Universiteit Brussel  e autore senior dello studio.

In apertura: le temperature del lago Ontario (Crediti: Esa)

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