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Groenlandia, gli ‘occhi’ di Sentinel sui ghiacciai

Un’immagine a tinte festose che però si riferisce ad una situazione che ha ben poco di allegro: è il ritratto in falsi colori del ghiacciaio Kangerlussuaq (Groenlandia), realizzato dalla costellazione Sentinel-1, che fa parte del programma europeo di Osservazione della Terra Copernicus.

Il ghiacciaio in questione deve il nome al fiordo da cui ha lo sbocco verso il mare, è uno dei più grandi nella sua categoria e le sue condizioni di salute non sono ottimali a causa delle bizzarrie dovute al cambiamento climatico; anche le altre coperture glaciali della Groenlandia si trovano in una situazione problematica.

L’immagine radar di Sentinel-1 combina i dati di tre acquisizioni diverse, tutte risalenti all’estate del 2021, e mostra i mutamenti verificatisi a terra e sul mare tra le diverse date in cui sono state raccolte le informazioni: 4, 16 e 28 giugno. La gamma dei colori rappresenta il ritiro stagionale del ghiaccio; nello specifico, nella parte superiore della foto, il bianco indica la coltre gelata che si mantiene stabilmente ed è presente in tutte e le acquisizioni radar. Invece, il ghiaccio e la neve osservati solo all’inizio dell’estate sono visibili in giallo e non sono stati rilevati alla data del 28 giugno perché già sciolti. In rosso, infine, sono raffigurati neve e ghiaccio individuati solo nella prima acquisizione del 4 giugno. Per quanto riguarda la superficie del mare, i diversi colori sono dovuti alle dinamiche del ghiaccio marino e alle correnti.

Il monitoraggio satellitare, che ha coinvolto anche i dati della missione CryoSat dell’Esa, ha evidenziato che dal 2017 il Kangerlussuaq è entrato in una fase piuttosto critica, in cui il suo ritiro ha subito un’accelerazione: la rapidità del processo è tale che ora il fronte di ghiaccio si trova nella posizione più arretrata mai raggiunta dall’inizio del XX secolo.

Questo declino non riguarda solo il Kangerlussuaq, ma è un fenomeno esteso a tutta la copertura glaciale della Groenlandia: lo scioglimento della sua coltre sta contribuendo alla crescita del livello del mare con conseguenze molto pesanti. L’innalzamento delle acque, infatti, comporta gravi rischi per le comunità residenti nelle zone costiere e per gli ecosistemi. Inoltre, questo processo incide anche sulle correnti oceaniche e atmosferiche, le cui alterazioni possono farsi sentire sul clima anche a livello globale.

(Crediti: l’immagine in alto contiene dati modificati di Copernicus Sentinel – 2021, processati da Esa) 

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