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Primi fotoni di stelle per Webb

Primi fotoni di stelle lontane catturati dal telescopio spaziale James Webb.

Lanciato il 25 dicembre 2021 e arrivato un mese dopo nel punto lagrangiano L2, l’erede di Hubble ha avviato, così, nei giorni scorsi il lungo processo di allineamento.

Dopo aver raggiunto la sua configurazione finale, Webb aggiunge dunque un altro fondamentale passo, anche se non ancora l’ultimo, verso la messa in funzione del telescopio.

L’allineamento durerà 3 mesi, un tempo molto più lungo rispetto ai precedenti telescopi spaziali. Questo a causa dei 18 segmenti che compongono lo specchio di 6 metri e mezzo di Webb, componenti che dovranno essere allineati per lavorare insieme come una singola superficie di raccolta della luce: un perfetto specchio monolitico di alta precisione.

Per ottenere questo risultato, Webb dovrà superare 7 diverse fasi di allineamento, tutte basate sulle immagini che il telescopio, attraverso la sua Near Infrared Camera, sta già catturando della stella HD 84406. Questo astro isolato, situato nella costellazione dell’Orsa Maggiore e distante circa 260 anni luce da noi, funzionerà come un GPS stellare, un tracciatore attraverso cui il team di ingegneri della Nasa possono ora comprendere come i 18 segmenti dello specchio sono posizionati.

Fotografando la stella con ognuno di essi, si ottengono, infatti, 18 copie leggermente spostate della stessa immagine, ciascuna fuori fuoco e distorta in modo unico. Spostando uno per uno i 18 segmenti, si abbinerà ogni scatto al suo specifico fotografo, potendo così iniziare la vera fase di allineamento dei segmenti.

Attraverso un algoritmo verrà determinato per ciascun segmento di quanto dovrà essere corretto. In seguito, sfruttando la loro capacità di muoversi in passi impercettibili, circa 10.000 volte più piccoli del diametro di un capello umano, i segmenti verranno allineati e messi a fuoco con la massima precisione, sfruttando per tutti un unico punto di riferimento.

Completato l’allineamento, mancherà ancora una prova, ossia il check dei quattro strumenti scientifici a bordo, prima di poter finalmente ammirare il telescopio più atteso e più potente di sempre ufficialmente all’opera.

 

Crediti immagine: Nasa

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