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Un razzo per la prima staffetta interplanetaria

Si aggiunge un tassello alla staffetta interplanetaria che porterà sulla Terra i campioni marziani raccolti dal rover Perseverance di Nasa.

L’agenzia statunitense ha, infatti, assegnato un contratto di 194 milioni di dollari all’azienda Lockheed Martin Space per sviluppare entro sei anni il Mars Ascent Vehicle MAV, destinato a diventare il primo razzo lanciato da un altro pianeta.

Mav dovrà essere abbastanza robusto per resistere al duro ambiente di Marte ma anche adattabile per lavorare con più veicoli spaziali, quelli della Mars Sample Return Campaign, la sequenza di missioni multiple, frutto della partnership Nasa ed Esa, che consegneranno ai laboratori terrestri i primi campioni da un altro pianeta.

Mentre Mars 2020 ha portato Perseverance su Marte l’anno scorso, le prossime missioni Nasa ed Esa per la staffetta interplanetaria partiranno tra il 2026 e il 2028.

Mav sarà portato sul Pianeta Rosso dal Sample Retrieval Lander di Nasa, insieme al Sample Fetch Rover di Esa. Atterrando nella regione del cratere Jezero. Qui, il piccolo rover Esa recupererà i campioni di roccia prelevati da Perseverance raccogliendoli uno ad uno in una caccia al tesoro marziana.

Il Rover tornerà alla piattaforma Nasa per caricarli sul razzo marziano in un contenitore dalle dimensioni di un pallone da basket.

Solo allora il razzo Mav potrà effettuerà il primo decollo in assoluto da Marte per portare la preziosa sfera nell’orbita del Pianeta Rosso. Qui verrà espulsa e consegnata all’Earth Return Orbiter, missione lanciata da Esa per completare la staffetta all’inizio della prossima decade.

Per evitare il rischio di contaminazione, l’Earth Return Orbiter dovrà sigillare in un sistema di biocontenimento i campioni prima di essere trasferiti in una capsula di ingresso sulla Terra e consegnarli così a sofisticati laboratori per essere analizzati.

Fondamentale per la catena robotica il contributo tecnologico dell’Italia, concretizzato grazie al finanziamento e al coordinamento di ASI.

Leonardo ha, infatti, realizzato sia il braccio robotico sul rover di Esa, per il recupero dei campioni, sia quello sul lander di Nasa, che dal rover li consegnerà al razzo marziano.

I sottosistemi della navicella Earth Return Orbiter sono, invece, di Thales Alenia Space, mentre per il centro Rocc di Altec a Torino è in via di definizione per una possibile estensione a diventare, come per la missione ExoMars di Esa, il centro di controllo dei movimenti di superficie del Sample Fetch Rover.

 

Crediti immagine: Nasa/Esa/Jpl-Caltech

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