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Nane brune ‘separate in casa’

Sono in coppia, ma sono separate da una distanza siderale: una condizione rara che interessa due nane brune, protagoniste di uno studio appena pubblicato su The Astrophysical Journal Letters (articolo: “Cwise J014611.20–050850.0AB: The Widest Known Brown Dwarf Binary in the Field”). La ricerca, condotta da un team internazionale, è stata coordinata dalla School of Earth and Space Exploration dell’Università dell’Arizona e si basa sulle osservazioni effettuate con il telescopio Keck.

Le nane brune sono oggetti celesti più piccoli delle comuni stelle; non hanno una massa sufficiente per dare il via ai processi di fusione nucleare e non risplendono, ma sono abbastanza calde per irradiare energia. La coppia oggetto dello studio costituisce un sistema binario, designato con il complesso codice alfanumerico Cwise J014611.20-050850.0AB, ed è separata da una distanza record: oltre 19 miliardi di chilometri.

Si tratta di una vera rarità: infatti, date le ridotte dimensioni, le nane brune di un sistema binario tendono ad essere molto vicine. Quando si crea una distanza notevole tra i due elementi, questo tipo di sistema tende a spezzarsi nel corso del tempo perché la forza di gravità tra le due componenti è piuttosto contenuta.

Gli studiosi sono riusciti a tracciare l’identikit di Cwise J014611.20-050850.0AB con lo spettromentro Nires (Near-InfraRed Echellette Spectrometer), installato presso il Keck. In particolare, è stata la sensibilità del telescopio nell’infrarosso a fare la differenza nelle misurazioni, soprattutto per quanto riguarda la seconda nana bruna che è risultata alquanto debole.

Prima di approfondire la questione con gli strumenti del Keck, il gruppo di lavoro era andato a caccia di nane brune nel database di Backyard Worlds: Planet 9, un progetto di citizen science centrato proprio su questo tipo di oggetto celeste e su stelle con massa ridotta. La coppia che ‘mantiene le distanze’ era stata trovata proprio in un set di dati del progetto e, considerata la sua peculiarità, è stata poi ulteriormente analizzata con il Keck.

Il gruppo di lavoro auspica che questa scoperta possa schiudere nuovi scenari di ricerca sulle nane brune, con particolare riguardo allo sviluppo di modelli informatici per poterle individuare più facilmente.

In alto: elaborazione artistica del sistema binario (Crediti: William Pendrill) 

 

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