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BepiColombo taglia il traguardo del programma di viaggio

Nel suo lungo viaggio verso Mercurio, BepiColombo, missione Esa/Jaxa ha effettuato la quinta delle nove manovre di flyby che lo attendono prima di entrare in orbita attorno al pianeta più interno del Sistema Solare nel dicembre 2025. Durante il sorvolo la sonda ha rilasciato immagini del ricco paesaggio geologico di alcune zone del pianeta.

Le immagini sono state scattate quando la sonda si trovava a circa 920 km dalla superficie di Mercurio, poco dopo il massimo avvicinamento di circa 200 km avvenuto alle 09:44 UTC.

Crateri in vista in questo selfie di BepiColombo: a destra di Challenger Rupes c’è un cratere, senza nome, largo 140 km che cattura l’attenzione grazie a punto luminoso, all’incirca a ore una, appena all’interno del bordo. Il fondo del grande cratere è coperto da lave che si estendono nelle pianure lisce circostanti (Catuilla Planum). Il fondo del cratere è anche tagliato da due scarpate di faglia prominenti approssimativamente parallele a Challenger Rupes. Il modello di faglie in questa regione, probabilmente legato a un sistema di faglie chiamato Beagle Rupes, ha sicuramente una storia affascinante da raccontare sulla storia tettonica di Mercurio – un aspetto chiave della scienza che BepiColombo esplorerà una volta in orbita attorno al pianeta e svolgendo la sua missione principale dal 2026.

In bella vista nell’immagine anche alcune parti del Mercury Planetary Orbiter, in particolare il braccio del magnetometro che corre dal basso a sinistra in alto a destra e una piccola parte dell’antenna a medio guadagno in basso a destra. Il boom del magnetometro segue il confine tra il lato notturno e quello diurno del pianeta.

La missione, realizzata da Esa e Jaxa, si compone di due sonde distinte, il Mercury Planetary Orbiter guidato da Esa e il Mercury Magnetospheric Orbiter gestito da Jaxa, che opereranno autonomamente una volta giunte in orbita di Mercurio portate dal modulo trasportatore Mtm di Esa.

L’obiettivo scientifico è studiare il pianeta più vicino al Sole che insieme a Venere, Terra e Marte costituisce la famiglia dei Pianeti terrestri. Mercurio è un pianeta roccioso e fortemente segnato da crateri d’impatto, con potenti escursioni termiche tra il giorno e la notte, che hanno la durata di circa 58 giorni terrestri. Non ha un’atmosfera, ma un sottile strato di atomi e plasma che formano un’esosfera. Sia la superficie che l’esosfera sono fortemente influenzate dal vento solare. Lo studio di Mercurio è importante per definire e validare i modelli di formazione ed evoluzione del pianeta, ma anche dell’intero Sistema Solare, e il suo studio contribuisce a comprendere le condizioni limite favorevoli alla nascita della vita sul nostro e su altri pianeti.

In apertura immagine crediti: Esa/BepiColombo/Mmt

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