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L’impronta dell’Italia su Euclid 

Una grande impronta digitale a forma di galassia. È l’opera d’arte collettiva fissata alla sonda Euclid di Esa che verrà lanciata nel 2023 alla scoperta dell’universo oscuro.

Creata dall’artista Lisa Pettibone e dallo scienziato Tom Kitching di Euclid, l’opera riflette la natura collaborativa della missione, riproducendo oltre 250 polpastrelli di scienziati e ingegneri. Intinte su carta, le loro impronte sono state poi incise su una targa fissata su Euclid prima di lasciare i laboratori di Thales Alenia Space a Torino, per dirigersi a Cannes per i test finali.Interamente progettata in Europa, la missione coinvolge 13 paesi e vede l’Italia tra i principali protagonisti, grazie al supporto di Asi.

Euclid creerà una mappa 3D con la distribuzione di miliardi di galassie, coprendo oltre un terzo del cielo. Indagherà l’evoluzione del cosmo negli ultimi 10 miliardi di anni, tracciando la materia oscura e l’energia oscura con un livello di accuratezza mai raggiunto prima.

Il suo telescopio a specchio, dal diametro di 1,2 metri, osserverà a lunghezze d’onda sia visibili, grazie allo strumento Vis, sia vicine all’infrarosso, tramite lo spettro-fotometro Nisp. Questi strumenti funzioneranno in parallelo osservando le stesse regioni di cielo in modo coordinato. Il loro cuore tecnologico è stato sviluppato da un team industriale tutto italiano, guidato da Ohb Italia e coordinato da Asi, in collaborazione con Inaf e Infn.

Nel corso dei 6 anni previsti, la missione raccoglierà più di 500.000 immagini, inviate quotidianamente al Science Ground Segment. Il segmento a terra pianificherà le osservazioni del satellite, oltre a controllare la loro qualità e a verificare le prestazioni degli strumenti in orbita. Elemento essenziale della missione, il coordinamento generale del segmento a terra sarà sotto la responsabilità italiana, tramite il ruolo fondamentale di Asi.

Crediti immagine in evidenza: Esa/Atg medialab

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