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Muscoli e nervi nello spazio, istruzioni per l’uso

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Sulla Terra o nello spazio, è necessario fare ginnastica. Ma quale attività fisica è consigliata agli astronauti sulla Iss? Una possibile risposta arriva da un team di scienziati giapponesi, guidato da Yoshinobu Ohira dell’Università di Doshisha.

Lo scorso maggio il team di ricerca ha pubblicato uno studio su Neuroscience & Biobehavioral Reviews, che fornisce suggerimenti su come gli astronauti possono evitare problemi neuromuscolari durante un volo spaziale prolungato.

ll team ha esaminato il modo in cui le proprietà morfologiche, funzionali e metaboliche del sistema neuromuscolare rispondono all’ambiente di microgravità. In particolare, utilizzando modelli simulativi di umani e roditori, gli scienziati hanno valutato come i motoneuroni influenzino le proprietà neuromuscolari.

I risultati confermano quanto già dimostrato da precedenti studi: l’esposizione prolungata allo spazio non influisce soltanto sui muscoli, ma anche sui nervi. Il nuovo studio però permette un passo avanti nel mostrare la correlazione tra sistema muscolare e sistema nervoso in microgravità. Il team giapponese ha trovato che a zero G avviene una sorta di rimodellamento dei sarcomeri, che possono essere considerate le unità strutturali dei muscoli. Questo provoca una diminuzione della forza muscolare, che può portare anche ad atrofia muscolare.

Si osserva anche una piuttosto prevedibile riduzione dei muscoli ‘anti-gravità’, un gruppo muscolare che serve appunto a sostenere la forza di gravità per mantenere determinate posizioni. In microgravità, l’organismo percepisce di non aver più bisogno di questi muscoli, e inizia a ‘smantellarli’. In particolare vengono indeboliti il soleo e l’adduttore lungo.

Ma non finisce qui: il deterioramento del controllo motorio riduce la coordinazione dei muscoli antagonisti e ne altera la meccanica.  Del resto le difficoltà di deambulazione sono state osservate anche negli equipaggi dopo il volo spaziale, nonostante l’attività fisica svolta regolarmente sulla Iss.

Per questo lo studio suggerisce che durante gli esercizi di routine per gli astronauti sia importante camminare o correre lentamente con un atterraggio di appoggio posteriore. Quest’attività potrebbe ad esempio essere favorita utilizzando una corda elastica.  Anche lo stiramento passivo periodico del soleo sembra essere efficace.

Lo studio si inserisce nel sempre più importante filone di ricerca che punta a salvaguardare la salute degli astronauti in vista delle prossime missioni umane di lunga durata, che prevedono viaggi verso Marte o permanenze prolungate nello spazio profondo.

In apertura: Samantha Cristoforetti in uno scatto del 28 giugno 2022. Credito: Mark Garcia

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