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Nasa e Roscomos insieme sulla Iss fino al 2024 (e forse oltre)

Forse un errore di traduzione la causa dei dubbi per la prosecuzione della collaborazione tra Roscomos e Nasa sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) – per ora, fino al 2024.

Nelle recenti dichiarazioni dei funzionari di parte, infatti, si afferma che è intenzione della parte russa non ritirarsi prima di due anni.

«Forse si è perso qualcosa nella traduzione. La dichiarazione in realtà affermava che la Russia non si sarebbe ritirata dal programma fino a dopo il 2024. Ciò significa che, fino alla fine del 2024, non ci saranno cambiamenti.», ha detto Sergei Krikalev, direttore esecutivo dei programmi di volo spaziale umano della Roscosmos, parlando supportato da un interprete.

Cosa succederà dopo quella data, per la parte russa, dipenderà dalle condizioni tecniche della stazione e dalla valutazione dei risultati: «Dopo il 2024 potrebbe significare il 2025, il 2028 o il 2030», specifica Sergei Krikalev.

Per parte Nasa, si ribadisce che il Senato del Congresso statunitense ha proposto un disegno di legge – Chips Act – che include un’autorizzazione formale all’ente spaziale americano per l’impegno nell’esplorazione lunare con Artemis ed estende le operazioni della Iss fino al 2030, sebbene non autorizzi livelli di finanziamento specifici per l’agenzia.

Le attività sulla Iss non riguardano solo Nasa e Roscomos, ma necessitano anche di nuovi piani da parte degli altri stati che collaborano in questo programma.

Kathy Lueders, amministratore associato della Nasa, ribadisce che «Tutti gli altri governi stanno lavorando ai loro piani per una proroga. E’ stato molto utile sapere dove si trovavano tutti con il loro stato di avanzamento. Stiamo esaminando la pianificazione e definendo i passaggi successivi per ottenere l’approvazione».

L’aspetto più delicato, comunque, resta quello degli equipaggi integrati tra Nasa e Roscosmos.

L’astronauta della Nasa Frank Rubio volerà sulla missione Soyuz Ms-22 che verrà lanciata il 21 settembre e la cosmonauta di Roscosmos Anna Kikina sarà invece su Crew-5. Mentre la missione Crew-5 è attualmente programmata per il lancio non prima del 29 settembre, i funzionari della Nasa hanno affermato che è probabile che il lancio sarebbe stato posticipato di alcuni giorni per fornire un maggiore distanziamento con la missione Soyuz.

L’attuale accordo Nasa-Roscosmos sugli equipaggi integrati copre una missione all’anno dal 2022 al 2024, ha affermato Joel Montalbano, responsabile del programma Iss per la Nasa, e contempla solo scambi tra le missioni Soyuz e Crew Dragon.

Gli incastri prevedono anche la partecipazione di società private. Nasa aggiungerà nella pianificazione anche il Cst-100 Starliner di Boeing – dopo la sua missione Crew Flight Test (Cft) – quando per la prima volta il veicolo spaziale verrà lanciato con gli astronauti a bordo.

La missione Cft era programmata provvisoriamente per la fine di quest’anno, ma Steve Stich, responsabile del programma dell’equipaggio commerciale della Nasa, ha affermato che probabilmente si svolgerà all’inizio del prossimo. La revisione dei dati di un volo di prova senza equipaggio – chiamato Oft-2 – si concluderà tra poche settimane, dopodiché la Nasa e la Boeing lavoreranno per fissare una data di lancio per Cft.

Anche sul fronte SpaceX qualche aggiustamento nel calendario di volo: il lancio della Crew-5 era previsto per l’inizio di settembre, ma la Nasa ha annunciato che il lancio non sarà prima del 29 settembre.

Questo a causa di un danneggiamento del booster del Falcon 9 durante la spedizione dalla fabbrica di Space X da Hawthorne, in California, al suo sito di prova di McGregor, Texas. Danni lievi, ma tali da rivedere la pianificazione.

SpaceX ha deciso per la sostituzione dell’interstadio nella parte superiore del booster e di altri componenti, afferma Benji Reed, direttore senior di SpaceX per il volo spaziale umano: «Siamo passati attraverso un processo molto solido di analisi e test per assicurarci che lo stadio fosse pronto per partire e fosse assolutamente sicuro per far volare l’equipaggio»

Reed ha anche rivelato che uno dei quattro paracadute principali ha subito danni lievi sulla navicella spaziale Crew Dragon che è tornata con la missione Crew-3 a maggio. «Non c’è stato alcun impatto che abbiamo potuto vedere in termini di prestazioni complessive del veicolo senza alcun rischio per l’equipaggio durante il loro ritorno» specifica Reed.

Proseguono i test in casa SpaceX  per capire meglio cosa sia successo e assicurarsi che non ci siano altri problemi più seri con il sistema del paracadute, dando rassicurazioni che non ci sono rischi nemmeno per gli astronauti della Crew 4, che torneranno sulla navicella Crew Dragon attraccata alla stazione, o per la prossima missione Crew-5.

In apertura: Nasa e Roscosmos hanno dichiarato che si aspettano di continuare le operazioni della Iss dopo il 2024 e di lavorare per far volare equipaggi integrati su tutte le future navicelle spaziali, non solo Crew Dragon (sopra) e Soyuz. Crediti: Nasa Tv 

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