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AsiTv Replay: Mimas agli esami. Promosso da satellite ghiacciato a mondo oceanico?

Un oceano sotto una superficie ghiacciata. E’ quanto ha scoperto Alyssa Rhoden, ricercatrice presso il Southwest Research Institute in Colorado, mentre cercava di dimostrare che Mimas, il più interno tra i principali satelliti di Saturno, fosse una luna di ghiaccio.

E’ noto infatti che i mondi oceanici conosciuti, come Encelado o Europa, presentino fratture e altri segni di attività geologica. Mimas invece ha una superficie ricoperta da crateri. E come sempre, l’apparenza inganna. I dati che la sonda Cassini ha inviato durante il Gran Finale, prima di disintegrarsi nell’atmosfera di Saturno, hanno mostrato una curiosa librazione nella rotazione di Mimas, un’oscillazione tipica dei corpi geologicamente attivi e che fa supporre la presenza di oceani interni.

«Se Mimas ha un oceano, rappresenta una nuova classe di piccoli mondi oceanici nascosti» ha spiegato Rhoden nel suo articolo pubblicato su Icarus. I modelli sviluppati negli ultimi 25 anni, in cui la scienza ha scoperto che il Sistema Solare contiene oceani nascosti sotto la crosta di satelliti o piccoli pianeti, si fondano sui processi delle maree. Le maree disperdono, infatti, energia orbitale e rotazionale, sotto forma di calore sufficiente per impedire all’oceano di gelare, ma non abbastanza da sciogliere il guscio ghiacciato. Utilizzando i modelli di riscaldamento delle maree, gli studiosi hanno ipotizzato che la crosta che ricopre l’oceano liquido della piccola luna, possa avere uno spessore compreso tra i 22 e i 32 chilometri.

«Sebbene i nostri risultati facciano supporre la presenza di un oceano all’interno di Mimas, è difficile conciliare le sue caratteristiche orbitali e geologiche con la nostra attuale comprensione della sua evoluzione termo-orbitale – ha affermato Rhoden – Tuttavia Mimas è un obiettivo convincente per continuare le indagini e studiare l’evoluzione dei sistemi di satelliti dei pianeti giganti».

In attesa che i radiometri delle sonde possano misurare i flussi di calore delle lune, questa scoperta amplia il numero di mondi, finora ipotizzati, che potrebbero ospitare tracce di vita.

 

Il video è stato originariamente pubblicato il 20 gennaio 2022

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