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Dopo Trappist 1, scoperta una nuova stella con due super terre

The sunset seen in this Picture of the Week creates a magnificent setting over the telescope village of ESO’s La Silla Observatory in the Chilean desert. La Silla is home to many telescopes, some still in active use, like the ESO 3.6-metre telescope situated at the highest summit to the right and currently on the hunt for exoplanets.  Some of La Silla’s telescopes have been retired, like the Swedish-ESO submillimetre Telescope (SEST) that’s seen in the foreground with its shiny 15-metre dish. Built in 1987, SEST was at the time the largest telescope of its kind in the southern hemisphere. Thanks to its wavelength range, it enabled scientists to study the very distant Universe, and to make many exciting discoveries related to stellar nurseries.  As time passed, new technology brought forth more advanced telescopes, which also observe in the (sub)millimeter part of the spectrum, such as the Atacama Pathfinder Experiment (APEX) and the Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) which ESO partners with. Close to APEX and ALMA seeing first light, SEST was decommissioned in 2003. Still standing at La Silla, SEST acts like a mirror, allowing us not only to see the reflection of the desert and the sky, but also provides a mirror to the past of astronomical exploration.  

Due super terre di cui una abitabile, secondo le categorie definite dagli astronomi.  Si chiamano Lp 890-9b e Lp 890-9c e orbitano intorno alla stella Lp 890-9, chiamata anche Speculoos-2 o Toi-4306.

Dopo Trappist-1, LP 890-9 è la seconda stella trovata a ospitare pianeti. La scoperta, a cura degli astronomi dell’Università di Birmingham e di un team internazionale, sarà pubblicata su Astronomy & Astrophysics.

Circa i pianeti, parliamo di oggetti cosmici grandi rispettivamente tra il 30% e 40% rispetto alla nostra Terra: Lp 890-9b orbita intorno alla sua stella ogni 2,5 giorni mentre Lp 890-9c orbita ogni 8,5 giorni.

Il primo pianeta è stato inizialmente identificato come un potenziale candidato pianeta dal Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess) della Nasa, una missione spaziale alla ricerca di esopianeti in orbita attorno alle stelle vicine.

Confermato e investigato dai telescopi Speculoos (Search for habitable Planets EClipsing ULtra-cOOl Stars) il primo pianeta ha incuriosito gli astronomi al punto di spingerli a utilizzare anche i loro telescopi per cercare altri pianeti in transito nel sistema, persi da Tess.

«Tess ricerca gli esopianeti utilizzando il metodo del transito, monitorando la luminosità di migliaia di stelle contemporaneamente, cercando lievi attenuazioni che potrebbero essere causate dai pianeti che passano davanti alle loro stelle», spiega Laetitia Delrez, ricercatrice post-dottorato all’Università di Liegi e primo autore della ricerca.

Anche i telescopi del progetto Speculoos, installati presso l’Osservatorio del Paranal dell’Eso in Cile e sull’isola di Tenerife e dotati di telecamere molto sensibili nel vicino infrarosso, sono stati utilizzati per osservare questo tipo di stella con un’elevata precisione.

Il follow up ha confermato la natura planetaria dei candidati rilevati.

La cooperazione tra più strumenti, spaziali e terrestri, ha definito e confermato la presenza di un secondo pianeta cosiddetto abitabile e cioè: «un pianeta con condizioni geologiche e atmosferiche simili alla Terra, con potenziale temperatura superficiale che consente all’acqua di rimanere liquida per miliardi di anni», afferma Amaury Triaud, professore di Esoplanetologia all’Università di Birmingham e co-scopritore di Trappist-1.

Il prossimo passo sarà studiare l’atmosfera di Lp 890-9c, per esempio con il James Webb Space.

In apertura: il telescopio submillimetrico Swedish-Eso (Sest) che si vede in primo piano con la sua lucente parabola di 15 metri. Costruito nel 1987, Sest era all’epoca il più grande telescopio del suo genere nell’emisfero australe. Credito: Eso

 

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