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Marte, ‘sonnellino’ inaspettato per Mro

Marte, ‘sonnellino’ inaspettato per Mro

La sonda Mro (Credits. Nasa)

La sonda della Nasa, da oltre dieci anni nell’orbita del Pianeta Rosso, è da qualche giorno in stand by. Una precauzione adottata in seguito ad un calo di tensione nelle sue batterie

Dopo quasi 12 anni a spasso intorno a Marte e oltre 317 terabit di dati, si è presa un piccolo break: la ‘bella addormentata’ in questione è Mro (Mars Reconnaissance Orbiter), sonda della Nasa progettata per studiare la storia dell’acqua sul pianeta e caratterizzarne il clima, che dal 15 febbraio si trova in modalità stand by. La misura è stata adottata in via precauzionale dopo che è stato rilevato un inaspettato calo di tensione nelle batterie della sondaMro, infatti, è dotata di una coppia di batterie nichel-idrogeno che entrano in gioco quando il suo cammino incrocia l’ombra di Marte e quindi non può utilizzare l’energia solare.

In questa fase di ‘letargo’ la sonda è comunque in contatto con il centro di controllo sulla Terra e si trova in condizioni di sicurezza e stabilità, ma ha sospeso le osservazioni scientifiche e l’attività di supporto nelle comunicazioni con i rover attualmente su Marte. Ora Mro è tenuta costantemente sotto controllo fino a completa risoluzione del problema; nel frattempo, il normale livello di voltaggio delle sue batterie è stato ripristinato. Il team della missione, operativo presso il Jet Propulsion Laboratory della Nasa, sta cercando di capire cosa possa aver causato il comportamento anomalo delle batterie per migliorare la loro gestione. La fase diagnostica durerà probabilmente una settimana, poi Mro potrà riprendere le consuete attività.

La sonda è stata lanciata da Cape Canaveral il 12 agosto 2005 a bordo di un vettore Atlas V e ha raggiunto il suo target dopo poco meno di sette mesi di viaggio, il 10 marzo 2016. In quasi due anni di orbite intorno a Marte ha inviato a terra una mole impressionante di dati, più di quelli di tutte le altre missioni interplanetarie – passate e in corso – messi insieme, raggiungendo la cifra record di oltre 317 terabit. Da marzo 2016 ad oggi, la missione ha raggiunto tutti i suoi obiettivi scientifici e le successive estensioni hanno dato un valore aggiunto al programma, dato che hanno consentito agli scienziati di avere un quadro più completo dei cambiamenti stagionali e a lungo termine su Marte.

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